storia

La Marzocco ebbe le sue origini a Firenze, culla del Rinascimento e patria di Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Brunelleschi e tanti altri grandi artisti che crearono alcuni tra i capolavori più famosi al mondo.

Nascendo in questa città, l’azienda ne assimila e rispecchia istintivamente l’amore e la passione per il bello, il creativo e perché no anche per il geniale. Fondata nel 1927 da Giuseppe Bambi e da suo fratello Bruno, La Marzocco acquisì grande fama grazie alle sue belle macchine da caffè, di alta qualità, concepite e disegnate con ingegno, fabbricate con cura ed estrema attenzione per il dettaglio.

Fu La Marzocco che nel 1939 progettò e brevettò la prima macchina da caffè a caldaia orizzontale, oggi uno standard nel settore; la prima di una serie d’innovazioni importanti, quale ad esempio il sistema a doppia caldaia con gruppi di erogazione saturi. Tradizione, ricerca, qualità e affidabilità sono fattori che hanno sempre contraddistinto l’azienda.

Personale altamente specializzato supervisiona ogni fase di produzione di ogni singola macchina, prodotta a mano su ordinazione di ciascun cliente. In questo modo la grande esperienza e l’orgoglio professionale di Giuseppe Bambi rivivono inalterati da oltre novanta anni.

Per leggere la storia de La Marzocco clicca QUI

oggi la marzocco rimane un’azienda artigianale pur offrendo importanti innovazioni tecnologiche, che le hanno permesso di diventare un forte punto di riferimento nel mercato.

1927 - 1929

fiorenza & il debutto

Chiamata originariamente Officine Fratelli Bambi, La Marzocco è stata fondata nel 1927 da Giuseppe e Bruno Bambi, fratelli e artigiani fiorentini, con l’intento di produrre macchine da caffè con un marchio proprio.

La prima macchina, la  Fiorenza, è stata progettata e commissionata dal signor Galletti, che poi ha abbandonato la progettazione di macchine per caffè espresso.


il marzocco

Fin dai tempi dei romani Firenze era consacrata al dio della guerra “Marte”, il cui nome si evolse gradualmente in “Marzocco”. Con l’avvento del Cristianesimo, il ruolo di definire la città, tradizionalmente attribuito a “Marte”, venne trasferito al simbolo araldico del Leone, che diventò poi il simbolo iconografico della libera repubblica di Firenze e da qui il nome “Marzocco”.

La Marzocco deve il suo nome proprio al leone araldico, scolpito da Donatello attorno al 1418-1420. Il leone è seduto e con una zampa sostiene “Il Giglio”, lo stemma d’armi di Firenze.

Proprio come la statua del Marzocco ha rappresentato la conquista di terre vicine al tempo della Repubblica Fiorentina, il Marzocco avrebbe simboleggiato la strategia vincente della società ogni volta che una macchina fosse stata progettata, prodotta e venduta. Infatti, in un tempo in cui poche persone bevevano caffè ed ancor meno commercianti erano disposti a investire in una macchina per una bevanda che non poteva ancora essere definita “popolare”, ogni vendita era un successo.

Per questo motivo, Giuseppe e Bruno Bambi hanno adottato l’immagine del Marzocco per l’azienda, un simbolo di vittoria e di conquista, nonchè simbolo di Firenze.


la marzocco | 1927

Disegnata e costruita da Giuseppe Bambi, la prima macchina La Marzocco ha 2 gruppi e caldaia verticale. Carrozzeria poligonale a 12 facce. Sulla calotta superiore si nota il Marzocco, realizzato in fusione in bronzo. Funzionamento: pressione di acqua calda e vapore, generati da caldaia verticale, distribuiti sulla polvere di caffè a mezzo di rubinetto a tre vie. Tale rubinetto, funzionante con movimento rotatorio di una manopola, era posizionato sul corpo del gruppo e, in fase di riposo, permetteva di scaricare la pressione che si veniva a creare nel portafiltro al momento dell’erogazione di caffè. Produzione presunta: 30-35 unità.

 

1930 - 1939

la marzocco | 1930

Quattro gruppi e una caldaia verticale. Corpo poligonale a 12 facce.
La calotta superiore porta il simbolo “Marzocco” in bronzo fuso.

Funzionamento: acqua calda e vapore a pressione, generati da una caldaia verticale.

Produzione stimata 8-10 unità.


la marzocco | 1934

Con l’arrivo del fascismo, i conseguenti venti di cambiamento si riflettono negli stili decorativi. La Marzocco, pur continuando a produrre macchine con caldaia verticale, iniziare a progettare macchine dalle forme più lineari ed essenziali.

Due gruppi e una caldaia verticale. Corpo poligonale irregolare con a 6 facce. La scritta “La Marzocco” in verticale a lettere cubiformi ed il leone sono sulla calotta superiore.

Funzionamento: acqua calda e vapore a pressione, generati da una caldaia verticale. I corpi di gruppo vengono rimodellati ed si adattano all’estetica della macchina, che è più lineare ed è conforme al nuovo stile di design, molto più semplice nel suo tratto.

Produzione stimata: 35-40 unità.


la marzocco | 1935

Due gruppi e una caldaia verticale. Corpo poligonale irregolare a 6 facce e una base quadrata. La calotta superiore porta il simbolo “Marzocco” in bronzo fuso.

Funzionamento: acqua calda e vapore a pressione, generati da una caldaia verticale.

Produzione stimata: 25-30 unità.


la marzocco | 1936

Due gruppi e una caldaia verticale. Base quadrata. La calotta superiore porta il simbolo “Marzocco” in bronzo fuso.

Funzionamento: acqua calda e vapore a pressione, generati da una caldaia verticale.

Produzione stimata: 20 unità.


la marzocco | 1938

Due gruppi e una caldaia verticale. Corpo poligonale irregolare a 6 facce.

Funzionamento: acqua calda e vapore di pressione, generati da una caldaia verticale che può essere mantenuta ad una temperatura costante mediante una resistenza elettrica, un fornello a gas o a carbone. Il leone viene rimosso per permettere il “tiraggio” della stufa a carbone dal tappo superiore. Successivamente, per rendere il leone meno costoso (specialmente dati i difficili tempi di prima della guerra), viene progettato e realizzato un nuovo leone in alluminio pressofuso, stilizzato per adattarsi al corpo lineare ed essenziale della macchina.

Produzione stimata: 15-20 unità.


fruit juicer – spremiagrumi | 1938

Spremiagrumi della fine degli anni Trenta. La creatività dei fratelli Bambi si estende oltre alle macchine di caffè espresso, per includere – di tanto in tanto – la progettazione e produzione di apparecchiature.


marus | 1939

Il crescente consumo di caffè di tipo espresso fa emergere la necessità di semplificare e migliorare il design della macchina. Il 25 febbraio Giuseppe Bambi registra il brevetto numero 372525 per la prima macchina per caffè espresso con una caldaia orizzontale. Purtroppo La Marzocco non ha alcun campione o foto di questa macchina, tuttavia, gli archivi aziendali custodiscono la copia firmata del brevetto insieme con i disegni di progettazione originali dell’alluminio pressofuso, dai quali è stata ricreata un’immagine.

1940 - 1949

eureka | 1947 – 1950

Progettata dai fratelli Bambi nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.

Funzionamento: pressione di acqua calda e vapore generati da una caldaia orizzontale, che è – ormai – diventata di uso comune presso tutti i produttori (il brevetto era andato perduto in quanto non venne rinnovato a causa della guerra). Significativo sviluppo tecnologico del sistema meccanico di distribuzione delle 3 vie d’acqua (acqua, vapore e scarico). Le valvole meccaniche si avviavano premendo due pulsanti concentrici, che già avevano un design molto ergonomico.

Produzione stimata: 600-700 unità (a 2, 3 e 4 gruppi).

1950 - 1959

alfa trolley | 1950

Ideato per i ristoranti degli hotel. Progettato da Giuseppe Bambi, questo trolley consente di servire caffè e drink dopo cena, a lato del tavolo. È dotato di una macchina ad 1 gruppo della serie La Marzocco Eureka.

Produzione stimata: Purtroppo, a causa di una scadente campagna di marketing, vengono prodotte solo poche unità. L’idea, però, di preparare il caffè espresso direttamente di fronte ai clienti, al loro tavolo, era piuttosto innovativa.


national | 1951-1952

Funzionamento: La Marzocco presenta la sua versione della macchina a leva, che utilizza una molla che agisce su un pistone che spinge l’acqua attraverso il caffè a circa 14 atmosfere. Questo cambia il tradizionale sistema di estrazione del caffè, così come il gusto e, in virtù della pressione tipica delle macchine a leva, per la prima volta appare la “crema” in cima all’espresso estratto.

Produzione stimata: 150-200 unità (a 2-gruppi)


mondial 1° serie | 1951-1952

La Mondial rappresenta l’introduzione del logo a globo, che è inciso sul corpo in acciaio inox della macchina. Il disegno è caratterizzato dall’anello di tazze di caffè in diagonale che circonda la Terra.

Funzionamento: macchina a leva.

Produzione stimata: 100-150 unità (a 3-gruppi).


mondial 2° serie | 1951-1952

Funzionamento: macchina a leva.

Produzione stimata: 30-35 unità (a 4-gruppi).


rondine | 1953

Questa macchina a 1 gruppo fa parte della prima serie di macchine a leva ed è prodotta assieme alle macchine National e Mondial a 2, 3 e 4 gruppi. La Rondine sarà presto sostituita dal modello Comet, che più si adatta alla produzione standardizzata.

Funzionamento: macchina a leva.

Produzione stimata: 400 unità (su un periodo di 5 anni).


La Marzocco Multigruppo Spremitore di Frutta, Mixer & Tritaghiaccio | 1954

Questo accessorio estremamente versatile per i bar è dotato di tre motori ed è uno dei primi mixer dotati di bicchieri di cristallo e lame in acciaio inox, ad un tempo in cui miscelatori erano fatti di vetro e lame d’ottone.

Per questo motivo, è diventato noto come il Mixer di Bevande Igienico.

Produzione stimata: 100 unità.


aurum | 1954-1955

Funzionamento: La Marzocco crea una macchina a idro-compressione automatica. L’Aurum automatizza l’azione della leva. Collegata ad un motoriduttore avviato da un motore elettrico, la leva solleva automaticamente il pistone, portando la molla allo stato potenziale. In poche parole, il pistone di erogazione viene sollevato e premuto durante l’erogazione mediante un pistone motorizzato la cui superficie è 6 volte più grande ed è avviato dalla pressione del vapore generato dalla caldaia (cambiando così le 1,5 atmosfere di pressione all’interno della caldaia nelle 9 atmosfere di pressione sul pistone di erogazione).

Produzione stimata: 100-120 unità (a 3 e 4 gruppi)


alba | 1954-1955

Funzionamento: macchina a idro-compressione automatica. Il corpo esclusivo dell’ Alba, le consente di essere integrata parzialmente nel bancone del bar in modo da utilizzare la superficie superiore (l’attuale scaldatazze) come un supporto sul quale servire il caffè ai clienti.

Produzione stimata: 60-70 unità (a 3 e 4 gruppi).


disco volante | 1954-1960

Con il suo design futuristico, Disco Volante è la traduzione italiana di “Flying saucer”

.

Funzionamento: macinadosatore di caffè espresso che praticamente non lascia traccia di caffè tra le macine o nel contenitore del caffè macinato.

Produzione stimata: 200 unità.


olimpia | 1956-1958

Con la serie Olimpia, il logo a globo si evolve nel design dal momento che l’anello di tazze di caffè viene sostituito dal nome della società, “La Marzocco”.

Produzione stimata: 300-450 unità (a 2, 3 e 4 gruppi).


3+3 | 1957

Macchina a sei gruppi progettata per essere collocata in un angolo, come ad “abbracciare i clienti”.

Funzionamento: macchina ad idro-compressione automatica.

Produzione: 1 unità. La 3 + 3 è stata installata al Bar Bruzzichelli in Piazza Duomo, a Firenze.


crema-espress | 1958-1960

Anche chiamata la Micromarzocco, questa macchina per caffè espresso era progettata per l’uso domestico.

Funzionamento: questa macchina a leva funziona con una resistenza elettrica ma è può essere utilizzata anche con un fornello ad alcool.

Produzione stimata: 100 unità (a 1 gruppo).

1960 - 1969

etruria | 1960-1963

Funzionamento: macchina a idro-compressione.

Produzione stimata: 500-600 unità (a 2, 3 e 4 gruppi).


comet | 1961-1968

Funzionamento: macchina a leva.

Produzione stimata: 500 unità (a 1 gruppo).


poker | 1964-1970

Funzionamento: macchina a idro-compressione automatica.

Produzione stimata: 1,600-1,800 unità (a 1, 2, 3 e 4 gruppi).


vulcano | 1968-1980

Nel 1968, al Vulcano di Giuseppe Bambi è stato assegnato il Premio Arti Industriali e Decorative in occasione della mostra alla 14 ° Triennale di Milano.

Funzionamento: macina-dosatore per caffè espresso dotato di una regolazione micrometrica della macinatura.

Produzione stimata: 450 unità.

1970 - 1979

gs | 1970-1981

La Marzocco inizia la produzione della nuova serie GS, che incorpora due importanti innovazioni del settore: l’uso di caldaie indipendenti che isolano erogazione del caffè dalla produzione del vapore e dell’acqua calda con gruppi saturi. Entrambe le innovazioni migliorano notevolmente la stabilità termica delle macchine. Le lettere “GS” stanno per “gruppo saturo” o “gruppi di erogazione saturi”. Mentre una caldaia è utilizzata per la produzione di acqua calda e vapore (per il tè e il vapore per montare il latte), l’altra è dedicata alla preparazione del caffè espresso. Tutte le attrezzature La Marzocco, dall’introduzione del modello GS, sono equipaggiate con la tecnologia “dual(doppia)” caldaia e gruppo erogatore saturo.

Funzionamento: macchina a idro-compressione automatica. Diverse versioni con differenti sistemi di avviamento vengono successivamente realizzate – sia manuale che con elettrovalvole. In quest’ultimo caso, l’erogazione può avvenire per mezzo di un interruttore on-off o può essere controllata tramite un timer.

Produzione stimata: 2,200-2,400 unità (a 1, 2, 3 e 4 gruppi).


gs urania | 1974

Con il pannello frontale realizzato in luminoso vetro di Murano, la GS Urania è stata costruita sulla piattaforma GS (2a serie).

Produzione: 1 unità.


small | 1978-1980

Questa macchina, grazie al suo ingombro ridotto (30x30x40cm), è la macchina più piccola prodotta da La Marzocco fino al 1980.

Funzionamento: dotata di due caldaie e progettata con sola erogazione semi-automatica (in continuo), viene ideata per superfici da banco con profondità molto limitata.

Produzione stimata: 50 unità.

1980 - 1989

gs2 | 1970-1981

Nei primi anni ’80, La Marzocco ridisegna il corpo del modello GS. Ciò porta alla creazione della serie GS / 2. La GS / 2 funziona in modo molto simile alle GS originali. Durante la metà degli anni Ottanta, l’automazione diventa una caratteristica fondamentale per le macchine espresso tradizionali, soprattutto per regolare la quantità di caffè prodotta in tazza. Infatti, una prima soluzione è di integrare temporizzatori per controllare il tempo di erogazione.

Parte delle serie GS / 2; i gruppi di questa macchina semi-automatica non sono più esposti, bensì coperti e alloggiati all’interno del corpo. Vengono creati diversi modelli, dei quali l’ultimo ha aperto la strada al dosaggio volumetrico in opposizione al dosaggio automatico del caffè con un timer.


gs2 edizione limitata in rame | 1986

Questa macchina è caratterizzata da un corpo in ottone personalizzato e viene prodotta usando lo stesso chassis e componenti meccanici presenti nella GS / 2. In aggiunta, questo modello in edizione limitata è dotato di uno spoiler che fornisce una seconda intelaiatura per appoggiare e scaldare le tazze di porcellana.

Produzione: 3 unità, tutte realizzate per lo stesso cliente a Firenze.

1990 - 1999

linea red series | 1990-1993

Viene introdotta la serie di macchine Linea, che include nelle caratteristiche standard una maggiore stabilità termica, con un classico design del corpo in acciaio inossidabile che rimane popolare ancora oggi. La serie originale è realizzata in acciaio inox, con una cornice di colore rosso. La Linea è costruita sulla piattaforma GS / 2, ed è disponibile con elettrovalvole e interruttori on-off o con dosaggio volumetrico automatico del caffè erogato.

Produzione stimata: 1.200-1.500 unità (a 1, 2, 3 e 4 gruppi).


linea edizione limitata in ottone | 1992

Questa macchina è caratterizzata da un corpo personalizzato in ottone e utilizza lo stesso telaio e componenti meccanici utilizzati nella Linea.

Produzione stimata: 5 unità (a 3 gruppi) e 3 unità (a 4 gruppi), fatte su misura per un gruppo selezionato di importanti clienti di Firenze, Roma e all’estero.


linea classic | 1993

Progettata come la Linea originale, ma con una cornice di colore nero, questa versione introduce una serie di componenti nuovi.

Produzione: migliaia di Linea sono state prodotte e vendute in tutto il mondo. E’ la Linea, più di ogni altro modello, che identifica l’azienda e il marchio La Marzocco. La Linea è prodotta ancora oggi.


mistral | 1995-2004

Questa macchina è progettata per essere una versione moderna della precedente macchina GS. Creata dal designer olandese Kees Van Der Westen e presentata all’ HOST Expo di Milano. Il logo La Marzocco originariamente viene sabbiato sui pannelli laterali in vetro.

Funzionamento: come la Linea. Produzione: 116 unità.


fb70 | 1997

Per celebrare il 70 ° anniversario de La Marzocco, una versione derivata della Linea, dotata di un corpo elegante che può essere prodotta virtualmente in qualsiasi colore, viene presentata come FB70.

Produzione: migliaia sono state prodotte e vendute in tutto il mondo.

2000 - 2009

swift | 2000

La Marzocco introduce il macinino Swift alla conferenza SCAA a San Francisco. Questo dispositivo è il primo macinino a incorporare macinazione, dosaggio e pressatura direttamente sul portafiltro. Lo Swift viene premiato “Nuovo Miglior Prodotto” della conferenza.

Produzione: poche migliaia gli Swift prodotti e venduti in tutto il mondo. Il macinino Swift è prodotto ancora oggi.


new mistral | 2005

Anche questa versione, come il modello precedente, viene progettata dal famoso designer Kees Van Der Westen e prodotta nello stabilimento di La Marzocco. Rispetto al modello precedente, la nuova versione comprende la tecnologia delle FB80 e GB5, rendendo la macchina unica nel suo design e rappresentativa della più sofisticata tecnologia de La Marzocco.

Produzione: La Mistral è realizzata solo su richiesta del cliente, al massimo un paio di dozzine all’anno, con una lista di attesa aperta.


gb5 | 2005

La GB5 viene presentata durante l’HOST Expo di Milano nel 2005 e lanciata in durante la conferenza SCAA di Seattle. Questo modello, che introduce elettroniche più sofisticate e una stabilità termica migliorata, unite ad un corpo in acciaio aggiornato, è stato interamente progettato da Piero Bambi. La GB5 prende il nome dalla moglie di Piero, Giovanna Bambi. Rispetto ai modelli precedenti, dispone di molti progressi tecnologici, tra i quali un sistema di pre-riscaldamento e PID (Proporzionale, Integrale, Derivativo).

Produzione: migliaia di GB5 sono state prodotte e vendute in tutto il mondo. 
La GB5 è prodotta ancora oggi.


fb80 | 2006

Con la prima unità prodotta per le finali dei Campionati Mondiali di Barista a Berna, la FB80 è stata progettata da Piero Bambi. Dotato di un pannello personalizzabile, la FB80 è stata così chiamata per commemorare gli 80 anni della società.

Produzione: migliaia di FB80 sono state prodotte e vendute in tutto il mondo. L’FB80 è prodotta ancora oggi.


gs3 | 2007

La GS3 è presentata all’HOST Expo di Milano. Questa macchina compatta, che esteticamente richiama la mitica serie GS, offre la stessa tecnologia utilizzata nelle GB5 e FB80.


strada | 2009

La Marzocco crea un’altra novità assoluta nel settore e lancia la Strada con la sua tecnologia di pressione a profilo, in mostra all’ SCAA di Atlanta nell’aprile del 2009. La Strada, il cui progetto si basa anche su input da un team di esperti del settore, permette per la prima volta al barista di avere il controllo assoluto e diretto della pressione in qualunque momento di una estrazione.


vulcano | 2009

Una nuova famiglia di macinini da caffè espresso che unisce il distinto design de La Marzocco con la tecnologia Mazzer. Piero Bambi si è ispirato all’originale macinino Vulcano di suo padre e l’ha portato nel 21 ° secolo. Il Vulcano è stato presentato al primo evento Out of the Box a Milano de La Marzocco nel mese di ottobre del 2009.

2010 - 2015

linea pb | 2013

Progettata da Piero Bambi e nominata in suo onore, in primavera la Linea PB viene lanciata negli Stati Uniti e a Londra. Richiamando la Linea Classic, la Linea PB presenta dispone di software di interfaccia di proprietà esclusiva, flessibile, facile da usare, con relativo hardware ideato da La Marzocco.


vulcano swift | 2014

All’inizio del 2014 è stato introdotto il macinacaffè Vulcano Swift, con il design Vulcano e le caratteristiche di Swift, come macinatura regolabile, tecnologia di dosaggio e pressatura, ripetibilità ed uniformità, elevato livello di controllo e spreco minimo.


linea mini | 2015

La società lancia la Linea Mini per la casa. Nata dalla Linea Classic, la più iconica macchina commerciale per espresso, la Linea Mini è dotata di una doppia caldaia, una funzione di pre-infusione pre-programmata ed è ottimizzato per la casa grazie al serbatoio d’acqua incorporato, ai consumi energetici da apparecchio domestico standard ed al suo ingombro di superficie.

2015 - 2020

auto brew ratio | 2015

Continuando ad innovare, nel 2015 è stato introdotto anche Auto Brew Ratio. Disponibile come opzione su Linea PP, questa tecnologia di pesatura brevettata consente al barista di programmare e dosare in base al peso.


osmo | 2015

Il 2015 ha portato La Marzocco Osmo, il sistema di trattamento dell’acqua a tre stadi con osmosi inversa che consente di preparare un espresso di qualità superiore e mantenere l’apparecchiatura in condizioni di lavoro ideali, indipendentemente dalla qualità dell’acqua locale.


strada av | 2015

In quell’anno alla famiglia Strada si è unita Strada AV, fornendo ripetibilità e familiarità in ambienti caratterizzati da volumi elevati, con un’elettronica facile da usare per il barista che includeva una lancia Performance Touch Steam Wand.


leva | 2017

In occasione del 90° anniversario di La Marzocco nel 2017, ha fatto il suo debutto l’attesissima Leva, un modello rivoluzionario che reinventava la tecnologia ed il design di una macchina per espresso a leva. Per prima è stata introdotta l’edizione speciale per il 90° anniversario, poi i modelli Leva X e Leva S.

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